La calendulaCalendula L., 1753  è un genere di piante della famiglia delle Asteraceae, originario di Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Comprende 12 specie la più conosciuta delle quali è la Calendula officinalis.
Il suo nome deriva dal latino Calendae, parola con la quale i Romani indicavano il primo giorno del mese, dato che fiorisce una volta al mese durante tutta l'estate.

Detta anche fiorrancio o garofano di Spagna, la calendula è un'erbacea perenne o annuale, con radice fittonante dotata di numerose radichette e fusto (50 cm) ramificato spesso formante dei cespugli. Le foglie basali sono oblunghe, a rosetta, quelle cauline spatolate, a margine sinuoso. I capolini terminali (che possono avere anche diametro di 10 cm) sono di color giallo-arancio, con fiori tubulosi al centro e linguetta alla periferia; appena sbocciati hanno un buon profumo che diviene poi sgradevole. L'intera piantina è coperta da peluria e, strofinata, emana un gradevole aroma.
 Fiorisce dalla fine dell'inverno all’inizio dell'autunno; il frutto è un achenio arcuato.
Spesso coltivata a scopo ornamentale, la si ritrova anche allo stato selvatico in campi e lungo i sentieri, soprattutto in Italia centromeridionale.

La coltivazione richiede terreno non troppo arido e posizione soleggiata. È frequente la sua coltivazione come pianta da fiore e in commercio se ne trovano moltissime varietà, con capolini doppi, di colori vivaci, con due file esterne di ligule ecc. Viene moltiplicata per seme che può essere distribuito direttamente in pieno campo in aprile-maggio o in semenzaio verso la fine dell'estate; le piantine verranno poi messe a dimora all'inizio dell'inverno. Con il diradamento o il trapianto si avrà comunque cura di lasciare tra una piantina e l’altra una distanza di 30 centimetri. Eliminando regolarmente i capolini appena sfioriti si agevola la crescita della pianta e lo sviluppo di nuovi fiori.
Nel corso del suo sviluppo la calendula avrà bisogno di annaffiature regolari ma non eccessive. In caso di troppa umidità potrebbero infatti svilupparsi alcune malattie crittogamiche. Specie le varietà da fiore, sono sensibili a parassiti quali afidi e mosche bianche, nonché al mosaico del cetriolo e alla ruggine delle foglie.

Raccolta: vengono utilizzate le foglioline più giovani e i fiori che possono venire anche essiccati, a patto che l’operazione sia condotta molto velocemente (meglio se in essiccatoi veri e propri) in modo che non perdano le loro proprietà terapeutiche. La tradizione tramanda anche la conservazione sott'aceto dei fiori non ancora sbocciati.

In medicina: contiene calendulina, gomma, olio essenziale, colorante, acido salicilico, mucillagine e possiede proprietà antisettiche, diuretiche, cicatrizzanti, sudorifere, depurative. Trova un certo impiego anche in cosmesi per le proprietà toniche.

In cucina la calendula non può essere considerata un'aromatica ma viene comunque utilizzata in  cucina sia per arricchire insalate primaverili (le foglioline più tenere), sia per insaporire e colorare brodi e risotti con i i fiori che hanno proprietà simili a quelle dello zafferano. I bottoni fiorali conservati sott'aceto possono venire utilizzati per insaporire salse, insalata di riso e pasta, e per accompagnare carni lesse.


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